L’Album dei Borbone

Acquerelli dipinti da Giacinto Gigante (1806-1876)
e dai suoi allievi reali; i principi di Borbone Francesco, Luigi,
Alfonso, Gaetano e principessa Maria Annunziata di Borbone
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18.00 giovedi 19 giugno 2014

giovedi 31 luglio 2014

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Introduzione
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 L’evidenza suggerisce che questo gruppo di cinquantasette acquerelli fu riunito nell’Album in cui li abbiamo acquistati per motivi più sentimentali che artistici.

     Le firme su quelli firmati sono quelle di cinque dei figli di re Ferdinando II delle Due Sicilie. L’Album riporta l’ex libris dell’ultimo duca di Parma regnante, marito della loro sorella minore, la principessa Maria Pia di Borbone (1840-1882). La principessa probabilmente riteneva che questi acquerelli fossero stati effettivamente dipinti dai fratelli e dalla sorella che li avevano firmati ed è probabile che lei li abbia ricevuti da loro e che li abbia portati con sè in occasione del suo matrimonio (1869) come ricordo dei loro anni giovanili. Il fatto che Giacinto Gigante, rinomato acquerellista, leader della Scuola di Posillipo e loro insegnante di pittura su nomina del re, avesse in realtà dipinto la maggior parte di quasi ognuno di questi acquerelli fu probabilmente per lei meno importante. La qualità variabile all’interno della Collezione sostiene quest’ipotesi; la sorella minore teneva molto caro qualsiasi cosa rimasta di un tempo che già nel 1861 era stato distrutto dalla rivoluzione.

     La scoperta di questo Album conferma il pensiero autorevolmente espresso per molti anni dalla Dottoressa Luisa Martorelli sia sulla figura di Gigante che sulla Scuola di Posillipo: cioè, sebbene Gigante fosse un eccellente acquerellista, non fu un insegnante molto esigente. Gigante ‘insegnava’ ai suoi allievi reali (che avevano, nel 1855, tra i 9 e 19 anni soltanto) dipingendo diverse varianti di una particolare composizione o paesaggio che loro poi avrebbero potuto ‘completare’. L’aggiunta di una figura o due pare fosse sufficiente; tuttavia, in alcuni lavori, i dettagli meno precisi e i passaggi meno raffinati della pittura suggeriscono un vero e proprio entusiasmo amatoriale. C’è visiva evidenza che Gigante successivamente ‘migliorava’ gli interventi più grossolani, sicuramente prima che i lavori fossero mostrati al ‘papà’ reale. Pragmatico per quanto riguarda la sua responsabilità come gentiluomo di corte, Gigante riusciva a far sì che sia lui stesso che i bambini potessero essere visti nella migliore luce possibile. La zarina di Russia aveva precedentemente scelto lui come maestro di pittura per accompagnarla durante il suo viaggio in Sicilia in 1845 – un album di quelle vedute esiste (non visto) a St Petersburg – ed è probabile che questo suo modo di insegnare si fosse consolidato durante quel viaggio.

     La Dottoressa Martorelli conferma che le opere in seppia sono state realizzate nella stessa maniera da Achille Vianelli (1803-1894), amico d’infanzia e poi cognato quando Gigante sposò la sorella Eloise. Quattro opere (nn. 31, 32, 36, 39) non contengono alcun richiamo a questi due maestri ma dimostrano invece un utilizzo di litografie o disegni di artisti inglesi o francesi come modelli.

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     Siamo estremamente grati alla Dottoressa Martorelli del Museo di San Martino, di Napoli, per il suo aiuto nella catalogazione di questa collezione. La sua conoscenza e comprensione di Gigante e della Scuola di Posillipo è impareggiabile. Talvolta la distinzione tra ‘firmato’ e ‘iscritto’ non è del tutto chiara, e – com’è tipico di ‘artisti’ giovani e in pieno sviluppo – i monogramma degli allievi reali dimostrano vari e diversificate forme. Nei casi in cui sia la dottoressa che noi non siamo certi di un’attribuzione autorevole, abbiamo espresso dei suggerimenti plausibili, o evitato una specifica attribuzione.

     Questa Collezione fornisce un’opportunità affascinante per studiare il metodo di lavoro di un maestro di pittura in una corte reale della metà dell’Ottocento.

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Giacinto Gigante e la Scuola di Posillipo

     La ‘Scuola di Posillipo’ comprende quel gruppo di artisti dell’Ottocento che per primi sperimentarono a Napoli la pratica di dipingere all’aria aperta, negli anni seguenti alla caduta di Napoleone. Andando contro la norma accademica di allora, quest’approccio causò una rottura con il paesaggismo tradizionale ed è ora riconosciuta come importante elemento nello sviluppo dell’Impressionismo.
Inizialmente, Giacinto Gigante fu istruito come un semplice topografo, però i suoi studi dopo scuola negli atelier sofisticati e eterodossi di due artisti stranieri a Napoli – il tedesco,Wilhelm Jacob Huber, e l’olandese, Anton Sminck Pitloo – lo introdussero all’importanza della pittura ‘immediata’. Con loro, Gigante imparò a dipingere i suoi amati dintorni in modo sia naturalistico che d’atmosfera. Fu un virtuoso acquerellist e l’acquerello fu il mezzo perfetto con il quale registrare e catturare una visione ‘moderna’ della Baia di Napoli. Il patrocinio reale sia dello zar di Russia sia del re Ferdinando II delle Due Sicilie fu un grande aiuto e confermò Gigante come il leader della Scuola di Posillipo, ed i lavori di quella scuola come tipicamente napoletani.

Bibliografia Selezionata

Sergio Ortolani, Giacinto Gigante e la pittura di paesaggio a Napoli e in Italia dal ‘600 all’800, a cura di Luisa Martorelli, Franco Di Mauro Editore, 2009.

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Gli allievi reali di Gigante

.Figlio di Ferdinando II del Regno delle Due Sicilie
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Principe Francesco d’Assisi (1836-1894),
re Francesco II (che regnò dal 1859-1861)

(Chiamato da suo padre ‘Lasa’, ‘Laso’ o ‘Lasso’).
n.1
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Principe Luigi Maria di Borbone conte di Trani (1838-1886)
nn.2 e 3
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Principe Alfonso Maria di Borbone, conte di Caserta (1841-1934)
nn.4 – 13
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Principessa Maria Annunziata di Borbone,
l’arciduchessa Karl Ludwig d’Austria
 (1843-1871)
(Chiamata da suo padre ‘Ciolla’)
nn.14 – 26
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Principe Gaetano Maria Federico di Borbone,
conte di Girgenti
 (1846-1871)
nn.28 – 36
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Principe Francesco d’Assisi (1836-1894),
re Francesco II (che regnò dal 1859-1861)

(Chiamato da suo padre ‘Laso’)
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Principe Luigi Maria di Borbone, conte di Trani (1838-1886)
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Principe Alfonso Maria di Borbone, conte di Caserta (1841-1934)
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Principessa Maria Annunziata di Borbone,
l’arciduchessa Karl Ludwig d’Austria 
(1843-1871)

(Chiamata da suo padre ‘Ciolla’)
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Principe Gaetano Maria Federico di Borbone, conte di Girgenti (1846-1871)
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Lavori firmato con monogramma indistinto
o non firmato / non iscritto
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